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Elezioni delle Camere a maggioranza assoluta. L’accordo tra partiti è d’obbligo.

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Il punto sui risultati elettorali e i futuri scenari

ROMA – Il popolo italiano si è espresso. Dopo una campagna elettorale che ha avuto i tratti di una vera e proprio maratona, iniziata di fatto il 5 dicembre 2016, le urne hanno consegnato il loro responso. Il risultato finale, caratterizzato da probabile ingovernabilità, era prevedibile considerata la legge elettorale in vigore. Le sorprese non sono però mancate nelle modalità con cui il voto dei cittadini ha espresso le sue preferenze. Se infatti poteva essere pronosticabile un ottimo risultato della Lega guidata da Salvini, sulla scia dei successi elettorali ottenuti da partiti affini nella stagione delle elezioni politiche del 2017 in molti paesi d’Europa, era più difficile immaginarsi che all’indomani del voto si sarebbe affermato come leader della sua coalizione. E’ infatti netto il sorpasso nei confronti di Forza Italia, partito guidato dall’incandidabile Silvio Berlusconi, storica guida del centrodestra italiano. I risultati più sorprendenti in termini sia di seggi che di collegi ottenuti sono però quelli relativi al Movimento Cinque Stelle e al mondo della sinistra italiana. Il movimento fondato da Grillo e Casaleggio, capitanato dal candidato
premier Di Maio ha ottenuto il maggior numero di voti tra tutti i partiti, conquistando per intero il Mezzogiorno e superando anche il partito degli astenuti (circa al 27%, secondo miglior partito della nazione) ed imponendosi sul panorama italiano come forza imprescindibile per la formazione di un nuovo governo. Estremamente diversi gli umori nei partiti della coalizione di centro
sinistra, guidata da Matteo Renzi e per Liberi e Uguali con alla guida Pietro Grasso. Il risultato elettorale della sinistra, in linea con quello del mondo social-democratico europeo è stato un’autentica Caporetto. Il Partito Democratico ha dimezzato il bacino di elettori rispetto a quando fu fondato da Veltroni nel 2008, e Liberi e uguali ha ottenuto appena la percentuale di voti per poter sedere alle camere. Deludenti anche i risultati di +Europa con Emma Bonino (parte della coalizione di centro sinistra), che non raggiunge il 3%, e per i partiti di estrema destra, Casa Pound e la lista “Italia agli italiani”, che non raggiungono l’1%. Ottiene risultati modesti anche Potere al Popolo, con circa 1,12% alla camera e l’1,05% al senato, risultato comunque incoraggiante per un partito popolare di nascita molto recente. Ora si apre una stagione di trattative e consultazioni, dove chi ha ricevuto i voti degli italiani avrà la responsabilità di cercare di formare un governo, rispettando il voto degli elettori e senza tradirlo con improbabili alleanze.
Il prossimo nodo cruciale sarà l’elezione dei presidenti di Camera e Senato, che deve avvenire per maggioranza assoluta, e obbligherà le forze politiche a fare accordi per poterla raggiungere. Una volta compiuta questa importante scelta il destino dell’Italia sarà allora un po’ più chiaro, con la speranza che l’Europa abbia la pazienza di aspettarci.

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