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Curdi nella Morsa di Siria e Turchia ad Afrin

Gli sviluppi della guerra siriana raccontati da Rahila Gupta, freelance CNN

guerra siria afrin turchia assad contro curdi 1024x683 - Curdi nella Morsa di Siria e Turchia ad AfrinSIRIA – “Sono appena tre settimane che la Turchia e i collaborazionisti del Free Syrian Army hanno invaso Afrin, nel nord della Siria, e ancora non si è avuta una riga nelle nostre prime pagine e televisioni nazionali”. Così Rahila Gupta, giornalista freelance della CNN ad Afrin, Syria, inizia piena di sarcasmo la sua corrispondenza dalle zone di guerra.
“Il numero crescente di civili che muoiono ogni giorno, immagini di donne e bambini feriti, costruzioni scavate con filo spinato, fumo nero – impossibilità di movimento per la popolazione”. Questa è l’impietosa situazione che descrive la freelance. Ed è anche diverso, secondo la cronista, il contesto che fa da sfondo al campo di battaglia come tratteggiato dai media occidentali: “dopo che il califfato dell’Isis è stato ridotto a niente, la Siria ha perduto il suo fascino”. Ed in particolare chi ne paga le conseguenze sono i Curdi, “che hanno guidato la battaglia contro l’Isis al successo ed ora sono sotto attacco ad Afrin”. Gli Stati Uniti, attacca poi Rahila Gupta: “hanno fornito copertura aerea in quella battaglia, ma ora provano di essere un alleato inaffidabile. Il Segretario di Stato Rex Tillerson, rifiutando di condannare l’invasione turca, ha dato carta bianca per bombardare ‘l’alleato degli stessi Stati Uniti’”. Ciò che trapela dalle parole della cronista è che Recep Tayyp Erdogan abbia interessi in quell’area. “Legittimi”, secondo le stesse dichiarazioni del presidente turco. Un resoconto della World Health Organization indica che in quell’area “ci sono civili caduti vittime del casuale bombardamento turco”. Lo stesso report spiega che “i Curdi si trovano ora bloccati dall’invasione Turca a Nord, mentre il governo siriano spinge da Sud”. Il risultato è che la “Turchia fa il lavoro sporco, cooperando implicitamente con la Siria e creando una tenaglia che strangoli il loro comune nemico, i Curdi”. “Questa”, prosegue la freelance “ è una strategia che Assad ha già usato contro i ribelli Siriani attraverso la Siria, chiudendoli in un’area, e poi bombardandoli e costringendoli alla sottomissione”.
Perché dunque dovremmo interessarci dei recenti sviluppi nella guerra siriana? Questa domanda si fa Rahila Gupta, la quale risponde dicendo che “Afrin, sta sperimentando una forma di democrazia diretta che è verosimilmente più progressista di ogni altro sistema occidentale”. La cronista racconta la sua esperienza diretta nel “Rojava, nel marzo 2016, dove ho osservato una rivoluzione come nessun’altra: uguaglianza delle donne e fine del patriarcato gli obbiettivi raggiunti prima di ogni altra cosa”. “Questa società secolare ha fornito un santuario per due milioni di rifugiati dal resto della Siria e dell’Iraq.” La cronista attacca poi duramente la politica dei leader delle potenze nel conflitto i quali “invece di replicare questo modello non solamente attraverso la Siria, ma per tutto il Medio Oriente, cercano di spegnere il suo fuoco”. E conclude affermando che “la rivoluzione del Rojava sta facendo nascere un nuovo mondo”. Le dichiarazioni di Erdogan sono invece: “la nostra missione è di strangolarlo prima che venga alla luce”.

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